INVIA UN'
ARTCARD
INVIACI UNA MAIL PERCHE' GUESS RIGHT?
Interviste

GRELO,
PUPI, CARLO
CAVINA, GIACOMO
ALMAGRO, CLAUDIA
NEGRONI, FILIPPO
DE BONIS, LELE
COSTA, VITTORIO
FREIRE, DANIEL
ALMAGRO, CLAUDIA
GRELO,
DISTEFANO, MARCO
BALDINI, VINCENZO
CAVINA, GIACOMO
CAVINA, GIACOMO

 

Narrativa

w.u.t.(Winter Urban Tale) U.S.-1998

 

Saggi

Critica a Grelo

 

I consigli di Guess Right
  • I film da non perdere
  • I libri da leggere
  • La musica da ascoltare
Winter Urban Tale
W.U.T. ( Winter Urban Tale)
U.S. - 1998

Le notti d'inverno sono più lunghe di quelle estive. Ci sarebbe più tempo per dormire. Invece la sconosciuta stava riversa sul letto con la schiena nuda illuminata dalla derisione della luna e gli occhi sbarrati. Le pupille dilatate per cercare il buio. Avrebbe sognato perpetuare il sonno per secoli , cosicché al suo risveglio, per anaciclosi, tutti quelli che le circondavano , spinandola, l'esistenza , si sarebbero dileguati, sotto l'effetto di una naturale cremazione coscienziale. E stare nella sua inumana solitudine altezzosa. Ma poiché ciò non era possibile , rimaneva immersa nella sua incapacità di abbassare le palpebre e cedere a folli sonni. Non le importava di quale specie, purché la facessero cadere , al risveglio, nell'illusione di amare un sogno. Questo , dopo essere svanito, le avrebbe lasciato sulla gola il dubbio su quale fosse il confine liquido fra realtà e non. E poi ancora l'interrogativo: cosa scegliere?


SOGNO- REALTA'-ENTRAMBI

Correvano tutti e tre insieme e si asciugavano come cera sul suo petto, in un amaro stato di grazia. La sconosciuta si alzò dal letto e con naturalezza , senza alcun velo ( lo so) attraversò lo schermo liquido dello specchio che la spiava. Come al solito, trova correttamente quello che ha lasciato dall'altra parte . Ma lo specchio è nella sua camera da secoli, per cui oltre ad esserci le stesse identiche cose prima del perforato liquido, c'è una polvere, mai prima presente, che le impedisce di respirare. La polvere è così tanta che fa tornare in mente la nebbia, in gennaio,( è gennaio, ora!) agli incroci di vastissime strade, in metropoli sconfinate, gelide e meravigliose a scoprirsi, fra le dite di un'illusione che si autoalimenta nei tratti di suicidio interiore. Sembra che decine di fantasmi fumino in quella stanza col desiderio di non averlo fatto anche nell' "altra". Esce e comincia a percorrere un lungo corridoio ( ti stai perdendo). Ma non smarrisce l'orientamento e prosegue. Il marmo freddo del pavimento le provoca brividi silenziosi. Accenna un leggero tremore ma seguita sulla scacchiera. S'arresta davanti ad una porta. E' socchiusa ed entra. Trova l'affezionato sconosciuto di sempre, riverso sul letto con la schiena nuda illuminata dalla derisione della luna e gli occhi sbarrati. Le pupille dilatate per cercare il buio. Forse neppure la vede. Gli sconosciuti non si vedono. Passano l'uno accanto all'altro ogni giorno. Poi muoiono senza mai conoscersi. Quindi l'interrogativo, anche per lo sconosciuto (tu pure ti stai perdendo): cosa scegliere?


SOGNO- REALTA'-ENTRAMBI

Correvano tutti e tre insieme e si asciugavano come cera sul suo petto, in un amaro stato di grazia. Lo sconosciuto si alza dal letto e con naturalezza , senza alcun velo ( lo so, riesco a vederti) attraversa lo schermo liquido dello specchio che lo spia. La sconosciuta si distende sul letto di lui ( stai proprio per perderti). Uscì e cominciò a percorrere un lungo corridoio ( stai per perderti, guardati alle spalle). Ma non smarrì l'orientamento e proseguì. Il marmo freddo del pavimento le provocava brividi silenziosi. Accennò un leggero tremore ma seguitò sulla scacchiera. S'arrestò davanti ad una porta. E' socchiusa ed entrò. La sua logica razionale lo strozzava. Era troppo tardi per capire. Trovò il letto vuoto, sgualcito, sciupato.Si girò verso lo specchio per guardarsi e vide che c'era del liquido sotto di esso. Aveva solo voglia di stare nella sua inumana solitudine altezzosa. Uscì dalla camera per entrare in quella che gli stava di fronte. La porta era socchiusa . Entrò. Trovò il letto della sconosciuta vuoto. Pieno di amnesia. Tornò indietro. Inavvertitamente, s'appoggiò allo specchio. Né sentì tutto il fresco quando l'attraversò. Si trova davanti all'interrogativo:


SOGNO- REALTA'-ENTRAMBI

La porta si apre ed entra la sconosciuta. Lo sconosciuto sul letto riverso, con la schiena nuda , bagnata dallo schermo, l'osserva.
- Parli?
- le chiede
- c'è una ragione alla tua visita?
- Non sono qui per il tuo corpo.
- Non sei qui per quello, e per cosa allora?
- Imploro, con discrezione, il riposo fra le tue lenzuola. Anelo un sonno che mi lasci il segno. Che mi si aggrappi ai fianchi e mi lasci inerme la mattina seguente.
- La mattina seguente…parola orribile…
- Orribile…ma che rinforza l'idea dell'idillio…
- Quindi all'idillio segue l' orrore del dopo?
- Il dopo esiste ed io chiedo riposo.
- Solo quello, dunque?
- Altro non domando.
- Riposo mero e vuoto.
- E lo voglio senza sogni. Solo qualche briciola di buio sotto le mie palpebre, che mi faccia da velo per i miei segreti rimorsi.
- Sono tanti.
- Stanno sotto una palpebra…
- Mi lasci insoddisfatto prima e dopo il sonno?
- Altro non ti devo. Tu puoi ancora gustare le tue menzogne e nel nulla del mio non darmi a te , puoi disegnartele sui polpastrelli. Per ogni mia menzogna uno schizzo d'inchiostro sulle tue mani sono il segno più palese della tua sterilità.
- Nulla, ovvero?
- Nulla.
- Sei così sciupata da non concedere altro che il nulla? - Non vedo altro, attorno. Tu cosa concedi?
- Il sonno. Sdraiati e nel pieno della mia sterile noia, ti accompagno nell'intima consuetudine di un baratro, consumato assieme.
- Sarò inerme domani mattina?
- Lo spero per entrambi ( scacco matto, vi siete persi)
Già………


Entrambi
( è la mite soluzione )
Spazio - respiro - immaginazione
La pagina discretamente attende la fine

Entrambi gli sconosciuti giacciono inermi fra le lenzuola. Respiri profondi d'angosciosa resa riempiono la stanza. Le notti d'inverno sono lunghe per cui la luna continua deridere la loro schiena. - Ti lascio al tuo Golgota - pensa la sconosciuta alzandosi con le impronte di lui dappertutto. Non vi è più luogo inesplorato. Si alza lasciando la porta socchiusa , esce dalla porta . Lo sconosciuto improvvisamente si desta. Fredde sente le mani e tutto il corpo. Si avvolge nei lenzuoli. Si tocca la testa e senti i capelli spettinati. L'ansia irreale della tempesta appena lasciata. Sente solo un rassicurante calore che gli rinfranca le palpebre. Si volta e si vede solo. Avvolto dalle lenzuola si alza dal letto. Vede la porta socchiusa. Si gira verso lo specchio. Ora è rigido. Anche lo sconosciuta dall'altra parte lo vedeva uguale. Lo sconosciuto vorrebbe conoscere le ragioni per cui la sconosciuta ha rimorsi per poterli infilare nel suo fianco, proprio appena sotto il cuore. La sconosciuta se ne lava le mani. Senza alcuna ragione avendole percentualmente meno del resto. Anche i luoghi dello sconosciuto non sono più inesplorati. ENTRAMBI sono nella loro inumana solitudine. Lo specchio non riflette altro che loro stessi. Quell'immagine solita che ogni giorno, ogni istante , si sciupa. Con più o meno nobile pregio. In fondo l'interrogativo resta:


SOGNO- REALTA'-ENTRAMBI

Perché gli sconosciuti , in uno dei tre stadi , continuano ad incontrarsi. Finiti i miei rimorsi , capisco di essere io la sconosciuta. Lo sconosciuto è il resto del mondo. Ed In fondo all'interrogativo:


SOGNO- REALTA'-ENTRAMBI

Trovo tanti luoghi inesplorati e la derisione incostante della luna. Che sente e che cambia l'ordine di questi tre elementi di continuo. Quindi altro non resta che trovare quello più vicino all'inumana solitudine. Possibilmente non già in possesso dello sconosciuto.

 

 

 
Poesie
Ludovica Mangano
-Gli inascoltati
-I rimossi affetti
-Gli arresi
-Memorie di un venerdì
-Polvere
-Le dissolvenze di un mattino
-Tramonto
-Povera Butterfly

Sebastiano Antella
-Ebbro all'alba
-Lasciami ascoltare e non lasciarmi piu'
-Tu ed io

Maria Rita Cardarelli
-Oceano
-Perla
-Mattino


GLI ARTISTI EMERGENTI